lunedì 7 aprile 2014

CARLO CRACCO E LE PATATINE..


Vedere Carlo Cracco pubblicizzare le patatine San Carlo è la dimostrazione reale "che tutto e il contrario di tutto" è un dato di fatto.
Ho sempre saputo, letto, sentito dire, che le patatine sono la peggior schifezza che si possa mangiare. Qualunque bar o ristorante che ti rifila un piattino di patatine preconfezionate  è considerato quasi un affronto, il peggio del peggio.
Bene, anche Cracco noto chef, dall'alto della sua navigata esperienza e bravura tesa alla valorizzazione di materie prime si converte. Lode alle patatine fritte. Eppure c'è chi pensa che.......

                                                                                                              Il rompiscatole



Nella spesa di tante persone non mancano quasi mai le patatine fritte. I consumatori “normali”, cioè quelli che non sanno cosa sia un’etichetta alimentare, conoscono ciò che comprano quando si portano a casa una busta di croccanti patatine fritte? Spesso si sente dire: “Ma che fa? Una volta ogni tanto non fa male!”. Può essere anche vero, però occorre capirci qualche cosa di più, perché l’ignoranza è sempre la madre di tutte le cattive abitudini, specialmente di quelle alimentari.
Le patate, si sa, sono entrate a far parte della nostra alimentazione ormai da qualche secolo, e rappresentano una fonte importante di energia, essendo ricche di amido, di sali minerali (potassio), di vitamine (vitamina C). Non è da trascurare l’apporto di fibra considerato il fatto che l’indice di sazietà delle patate non è elevato, e di conseguenza ne mangiamo in grande quantità. La patata sarebbe un buon alimento se non venisse consumato nei sacchetti delle patatine fritte, acquistate nei supermercati. Si tratta di chips (sfoglie di patate), chipster (impasto a base di fiocchi e fecola di patate 78%, olio vegetale, sale), pringles (nome commerciale), un miscuglio composto da farine di mais, grano, riso, da grassi, da emulsionanti, sale, aromi artificiali. Soltanto il 45% è costituito da materia prima derivata dalle patate. Quindi, attenzione a dire patate, perché si tratta, in realtà, di estrusi, cioè di impasti fatti uscire a pressioni altissime da stampi particolari che danno loro le forme più svariate. Per la cronaca, Pringles è un marchio di patatine prodotto dalla Kellogg, che l’ha acquisito dalla Procter & Gamble nel 2012 per 2,7 miliardi di dollari http://it.wikipedia.org/ wiki/Pringles – cite_note-0. Sono vendute in tutto il mondo, e fatturano ogni anno circa un miliardo di dollari.
Le Pringles Original hanno i seguenti ingredienti: patate disidratate, olio vegetale, grasso vegetale, farina di riso, amido di frumento, maltodestrina, emulsionante, E471, sale. Le Pringles Multigrain Classic sono composte dalle seguenti sostanze: multicereali (38%) (farina di riso, farina di granoturco, farina di malto d’orzo, semola di grano), olio vegetale, grasso vegetale, patate disidratate, maltodestrina, amido di frumento, amido di riso modificato, zucchero, emulsionante, E471, polvere di fagioli neri, sale. Chipster è il nome di uno snack salato a base di patate prodotto dalla Saiwa dagli anni ottanta. La caratteristica principale di questi alimenti è l’elevato contenuto calorico. Si viaggia intorno alle 536 k calorie ogni 100 grammi. Una confezione di Pringles Original che pesa 190 grammi apporta 999 calorie. Considerato che il fabbisogno medio di un giovane si attesta intorno alle 1800 Kcal al giorno, un tubo di Pringles fornisce metà delle calorie giornaliere! Un vero junk food ovvero cibo spazzatura! Un ragazzo non può consumare un tubo di Pringles e poi sedersi a tavola e mangiare normalmente.
Non bisogna dimenticare, poi, i danni alla salute dovuti alla presenza di composti tossici come ad esempio i radicali liberi che si formano durante la frittura e la famigerata “acrilamide”. L’EFSA, l’autorità europea per la sicurezza alimentare che ha sede a Parma, in un rapporto pubblicato pochi giorni fa, ha reso noti i risultati di una mega ricerca sul contenuto di acrilamide negli alimenti, effettuata su campioni di prodotti alimentari raccolti tra il 2007 e il 2009. Da questa ricerca risulta che l’acrilammide, un composto chimico nocivo perché ha proprietà cancerogene e genotossiche, in grado cioè di spezzare e di alterare la catena del DNA e dar luogo così a replicazioni cellulari sbagliate, è ancora molto diffusa. Di solito si forma nei prodotti alimentari ricchi di amidi durante la cottura a temperature elevate, come la frittura, la cottura al forno e alla griglia. Ovviamente non sono nocive solo le patatine fritte, ma dato il loro consumo molto diffuso tra i giovani bisogna correre ai ripari contrastandone o boicottandone la vendita.
Noi adulti abbiamo il dovere di “educare i nostri ragazzi” ad un consumo responsabile e consapevole, sia per la salute sia per le scelte che esso comporta. Le “scelte” per l’appunto. Come consumatori decidiamo la vita o la morte commerciale di un prodotto, scegliamo di finanziare questa o quella ditta, orientiamo le politiche commerciali delle multinazionali dell’agroalimentare. È ora di finirla di lamentarci di come va il mondo, se poi non si è capaci, come genitori, di fare una seria “politica” alimentare a casa propria. Dentro le mura domestiche possiamo incidere sul destino del mondo! Sembra esagerato, ma è così! Se infatti vietassimo a casa il consumo di patatine fritte, i figli ne parlerebbero in giro e contribuirebbero a diffondere uno sguardo critico sul mondo delle patate snack. Se molti si comportassero così, prima o poi la politica commerciale delle ditte produttrici di patatine snack cambierebbe.
Prendiamo il caso della Coca Cola senza caffeina, delle margarine diventate “buone” per l’assenza dei grassi idrogenati, dell’uso dei coloranti artificiali pericolosi per la salute ora in buona parte ridotti: sono stati i movimenti di opinione, in particolare negli Stati Uniti, a orientare diversamente le scelte delle grandi catene agroalimentari. Occorre promuovere il consumo di snack domestici, a base di pane e prodotti cucinati in proprio. Se proprio non si ha il tempo e/o la voglia, sarebbe opportuno acquistare prodotti più salutari, dando noi adulti per primi l’esempio.
Non si tratta di fare del terrorismo alimentare, anche se un po’ di paura non guasta, si tratta invece di dare una corretta informazione, in modo da essere consapevoli di ciò che si mangia. Quindi, se proprio si vogliono acquistare patatine fritte di produzione industriale, si scelgano almeno quelle i cui ingredienti sono costituiti esclusivamente da: patate, olio di semi di girasole, sale. Diffidiamo delle confezioni quelle che indicano un generico “olio vegetale”, quasi sempre “olio di palma”, delle buste trasparenti, in quanto la luce moltiplica la produzione di radicali liberi. Quindi, ingredienti semplici e chiari, e buste non trasparenti che garantiscono la conservazione al buio delle patatine fritte. •
Andrea Strafonda
by - La voce delle Marche- Periodico di informazione e cultura fondato nel 1892

martedì 18 marzo 2014

IL NUOVO PROGRAMMA DI ANTONIO RICCI "GIASS E' UNA CAGATA PAZZESCA"...

Giass è una cagata pazzesca. Potrei usare la sintesi di Fantozzi per darvi l’idea o provare ad argomentare ma mai come in questo caso è bastato vederne pochi minuti (ma poi ovviamente l’ho visto tutto) per stroncare un programma senza senso che nel migliore dei casi, proprio per essere buoni, esclameresti “senza infamia e senza lode”. Perché? Com’è potuto succedere?Antonio Ricci è un grande autore televisivo che merita rispetto per aver creato trasmissioni che hanno fatto la storia del piccolo schermo ma presentarci Giass come nuovo, innovazione, rivoluzione è al limite della truffa.
Lo studio claustrofobico di Strisca la Notizia è inadatto al “varietà”, pensi che il giorno in cui Ricci smetterà di usare le risate registrate nel 2014 forse potremmo diventare un paese civile, ti chiedi quale sia il confine tra il politicamente scorretto e l’offesa che non fa ridere. Dovrebbe turbarci uno sketch che usa le parole “negri” e “froci”? Dovremmo gridare al coraggio di Luca e Paolo per una battuta sulla recitazione di Manuela Arcuri.Vedendo Giass ti vengono in mente tanti programmi: daColorado a Zelig da dove provengono alcuni comici, daCiro a Striscia la notiza, da La Sai l’ultima? a Le Iene. Ti chiedi se nelle intenzioni di chi lo ha scritto voleva essere unDrive In nella versione 2014 o una specie di Indietro tutta senza Arbore, quindi senza senso. Giass finisce per non essere nulla, distrutto su Twitter da addetti ai lavori e non. Battute che non fanno ridere “Ce l’ho lungo come il braccio di un bambino che coglie una mela”, imitazioni che non fanno ridere come quella della Laura Boldrini di Paolo Kessisoglu e nemmeno la Pascale di Virginia Raffaele riesce ad essere divertente come sempre.
Le candid con puzzette e rutti in taxi le facevano già negli anni 90 così come non brilla per originalità lo scherzo a Cracco, Vissani e La Mantia e torna in video persino Valentina Persia.Fiorello è vittima dei Cugini Merda in una gag sprecata che toglie il peso anche a uno come lo showman siciliano, la sigla come hanno già scritto altri è preistoria così come sembra sbagliata la collocazione domenicale. Luca e Paolo fanno quel che possono e forse senza di loro andrebbe anche peggio, il resto lo si riempie con stereotipi e luoghi comuni.
Non starete mica esagerando? Se ci sia annoia davanti ad una puntata di una telenovela spagnola recitata male ci può anche stare, se invece sbadigli dopo dieci minuti davanti al “nuovo” show del guru Ricci forse qualche problema c’è. Siamo sicuri sia solo una dimenticanza che nei “Tengo CapoFamiglia” non sia comparso il nome di Piersilvio ? figlio di Silvio Berlusconi. Flop di ascolti per il programma in onda su Canale 5 che è stato visto solo da 3.421.000 e ha ottenuto il 12,1% di share nella prima parte e 2.286.000 e il 10,44% nella seconda parte.
SPOILER: Ovviamente anche noi siamo di parte ed è inutile dire quale, tanto Ricci lo sa già.Friedman rivelerà il complotto dei blogger e giornalisti del web nel suo prossimo libro e spiegherà che a pagarci sono Pippo Franco e Gegia perché ingiustamente rimasti fuori da Giass.

sabato 8 marzo 2014

L'EGO E IL NARCISISMO SMISURATO DI BARBARA D'URSO

Barbara D'Urso (Gossip.befan.it)

Mi chiedo cosa pensano realmente e personalmente la redazione, l'inviate, lo staff completo dei programmi " Domenica Live" e "Pomeriggio 5"di Barbara D'Urso.
Me lo chiedo perche è diventato insopportabile sentire una conduttrice che rappresenta semplicemente la punta d'iceberg di un programma, presentare chiunque lavori con lei, premettendo sempre "i miei ragazzi  della redazione" oppure "la mia inviata" o peggio ancora "la mia giornalista" ma anche"la mia sarta". 
Questa ostinata premessa rappresenta in modo inequivocabile l'ego smisurato della D'Urso e smaschera in modo plateale la contraddizione della conduttrice democratica e buonista che lei pretende di apparire. Il suo narcisismo è talmente evidente che anche lo specchio si vergogna 
la signora D'Urso, vista l'età, dovrebbe sapere che "io"e "mio" sono pronomi e come scrive Carlo Emilio Gadda "sono i più luridi di tutti i pronomi e i pronomi sono i pidocchi del pensiero. 

                                                                                                     Il rompiscatole




lunedì 24 febbraio 2014

MARA VENIER, PAOLA PEREGO, LORELLA LANDI - IL NUOVO CHE AVANZA....

Paola Perego

Che fossero in tanti si sapeva, ma vedere in questi giorni  programmi come "La vita in diretta" e "Domenica in" ci si accorge che i "leccaculi" aumentano in modo vertiginoso.
Ovviamente, essendo il "Festival di Sanremo" un prodotto Rai, va da se che non si parla mai male nel piatto dove si mangia, ma porcaccia miseria c'è un limite a tutto.
In questi programmi quei pochi che osavano dire la loro contraddicendo chi osannava il Festival venivano immediatamente reguarditi  dalle conduttrici che zelanti prendevano le distanze da queste dichiarazioni. 



Lorella Landi


Non parliamo poi di "Unomattina Magazine" dove Lorella Landi  si permetteva delle critiche personali  poco lusinghiere sui personaggi che non accettano interviste.
Ma come? Un servizio pubblico serio dovrebbe rappresentare ogni voce e accettare il giudizio dei vari opinionisti, anche quelli non graditi, certo che se quasi tutti gli opinionisti fan parte del solito giro ( Malgioglio, Zanicchi, Alessi, Bartoletti e molti altri) allora non possiamo aspettarci sorprese.


Mara Venier

Programmi strutturati male con delle evidenti ospitate dedicate ad amici, ex mariti, ex colleghi di lavoro e raccomandati. Programmi inzuppati di acidità e ipocrisia, dove tutti (in studio) si vogliono bene, si rispettano e si commuovono, ma dove non mancano le "frecciatine"nei confronti di persone mai presenti in studio, ecco l'ipocrisia e l'invidia emergere. 

Francamente in questi contenitori intravedo nelle  conduttrici tutte le peculiarità che hanno le persone poco felici e serene ma sopratutto donne che non accettano di invecchiare e il trascorrere del tempo. Ma questo lo negherebbero anche a se stesse.


                                                                                                Il rompiscatole


TRE COSE CHE LUCIANA LITTIZZETTO NON SA SUI BAMBINI DOWN E NUTELLA

TRATTO DA:  QELSI QUOTIDIANO  Lunedi 24 Febbraio 2014



“C’è un problema tra la gente”. E’ vero, ha ragione la Conad. Questo problema ha un nome: Luciana Littizzetto.
Durante la terza serata del Festival di Sanremo, Luciana Littizzetto, dopo un discorso intriso di un banale moralismo ha lanciato un appello alla Ferrero: “chiamate un bambino down per la pubblicità della Nutella”. Ok, Luciana: i tuoi buoni sentimenti ci colpiscono. Ma perché non l’hai chiesto innanzitutto alla Coop di cui sei testimonial? Se la Coop sei tu, perché non sono anche loro? Non sarebbe il caso di risolvere i problemi partendo da casa propria? Cos’è? Non vuoi cedere il testimonial?
Facile fare la paladina dei diritti con le vite, la reputazione, e i soldi degli altri. Cosa ha fatto di male il sig. Ferrero per meritarsi questo attacco in prima serata? Cos’hanno fatto i bambini down per vedersi strumentalizzati in una filippica di cui, l’unico scopo, è la ricerca di un facile consenso?
La pubblicità è sempre strumentalizzazione, manipolazione e persuasione. In buona fede, per carità, ma di questo stiamo parlando. Volendo si possono provare a strumentalizzare i bambini down per vendere più Nutella. Ma non sarebbe come usare il corpo delle donne allo stesso fine?
Il signor Ferrero, per come la vedo io, pare avere una cosa chiamata etica. Eh si, Luciana: l’etica.
Per non parlare di alcune cose che, probabilmente, chi lavora in Ferrero sa:
I bambini con la sindrome di down hanno tanta fame e uno su due è in sovrappeso. Altri disturbi correlati sono disturbi dentari, ipotiroidismo, disturbi psicopatologici, anomalie ortopediche, invecchiamento precoce e rischio di demenza più alto rispetto alla popolazione normale.
La loro alimentazione dovrà essere composta da alimenti che contengono molti antiossidanti per rafforzare le difese immunitarie come frutta e verdura che dovranno essere consumate crude e solo di agricoltura biologica.
Gli alimenti raffinati non dovrebbero far parte dell’alimentazione di persone che hanno un sistema immunitario indebolito come i bambini Down.
Ti suggerisco poi una serie di raccomandazioni documentate e scientifiche che fa l’Istituto Superiore di Sanità facilmente reperibili online. Se vuoi approfondire, leggi qui e qui.
Tra l’altro, Luciana, c’è anche un problema di carattere giuridico che riguarda le pratiche commerciali scorrette a danno di consumatori “particolarmente vulnerabili”. Ma non starò lì a tediarti con cose che avresti dovuto sapere e che invece non sai.
Cara Luciana, la prossima volta che decidi di strumentalizzare qualcuno fai una bella cosa: prima di sfoggiare la tua facile retorica, informati! La Coop sei tu e solo tu, Luciana. L’abbiamo capito che non cederai il testimonial.
Vito Kahlun

FABIO FAZIO E LA SUA "EDUCAZIONE TELEVISIVA"

La notorietà, il successo ma sopratutto i lauti guadagni hanno trasformato Fabio Fazio. La sua proverbiale "educazione televisiva" vera o simulata che fosse si è trasformata in una presuntuosità inarrestabile e la dimostrazione si è vista ieri sera durante la sua intervista condotta da Gramellini a "Che tempo che fa". 

Fabio Fazio

"Mi sono rotto le palle" dichiara Fazio, spiegando che essendo il Direttore Artistico del Festival, spetta solo a lui decidere, e lui,  piaccia o no ha fatto delle scelte. Nulla da eccepire ma non è questo il problema. Lui decida quello che vuole, ma anche chi critica il suo festival può tranquillamente dire la sua e questo crea a Fazio un forte mal di pancia. Lo si intuisce dalla sua malcelata insofferenza verso chiunque si permetta di criticarlo e tutto questo fa a cazzotti con la sua proverbiale "educazione televisiva". Personalmente vedere Fazio in siparietti con la Castà o con Terence Hill è stato penoso. Si crede "figo" e la sua voglia di piacere supera ogni sana logica. Non mi piace il suo falso perbenismo, ma sopratutto non mi piace la sua presuntuosità.  Quando si è pagati profumatamente non serve sottolineare che si lavora 12 ore al giorno, non serve sottolineare che alcune lacune del Festival derivano dallo stress per il troppo lavoro, perche dovrebbe ricordarsi che ci sono persone che pur di guadagnare mille euro al mese accettano lavori e orari quasi disumani. Non è retorica ma semplicemente realtà. Questione di sensibilità. Del resto queste sue "fatiche" durano qualche mese il resto è vacanza alla faccia di chi critica le sue scelte. No, Fabio Fazio non è lo stesso di prima..... 
                                                                                                     Il rompiscatole