giovedì 12 giugno 2014

PAOLO RUFFINI IL PEGGIO DEL PEGGIO AL "DAVID DI DONATELLO"

Paolo Ruffini

Che Paolo Ruffini non fosse una "cima"l'avevo sempre sospettato, ma quello visto l'altra sera in occasione del premio "David di Donatello" trasmesso da Raiuno, è stato tutto fuori luogo. Un conto è "Colorado Cafè" altro è una cerimonia di un premio blasonato.
Evidentemente Ruffini è stra convinto di essere un "figo" si insomma, uno che piace, peccando non solo di presunzione ma anche di tanta tracotanza.
Un mestiere non lo si improvvisa e lo si è capito benissimo tra battute cafone e la poca e inesistente preparazione riguardo la storia professionale degli ospiti presenti.
"Lei è sempre una topa meravigliosa"... rivolgendosi alla Loren e citando Marco Bellocchio come una"recente scoperta" è la dimostrazione vivente che Ruffini è un incapace, piccolo presuntuoso che deve baciare ogni giorno dove cammina per aver avuto tanto, ma tanto "culo".
Evidentemente per lui non vale il detto che per lavorare in televisione occorrono le fatidiche "Tre C" Conoscenze - Culo - Capacità.  Per Ruffini la capacità professionale è un optional.
Ma se qualcuno avesse dubbi sulla sua presuntuosità basta sentire quanto dichiara a "La zanzara" su Radio 24,  dopo le critiche piovutegli addosso per la sua infelice prestazione.


Ma quale gaffe – dice Ruffini – di solito la cerimonia dei David è una rottura di coglioni inenarrabile, si è cercato di tirarla su. Le gaffe sono altre, come quando dici congratulazioni a un funerale anziché condoglianze. Davanti avevo un pubblico spocchioso e di rompicoglioni. L’avesse detto la Littizzetto, la topa, non avrebbero detto nulla. C’è bisogno sempre di lamentarsi, ma a me non importa nulla, ho ritwittato tutti gli insulti”.

                                                                                                              Il rompiscatole

1 commento:

  1. Ruffini,insulso maiale ignorante,vai a cagare sulle ortiche.

    RispondiElimina