![]() |
| Cristina Parodi intervista Ineke Hunziker |
La signora Ineke Hunziker
domenica 5 Novembre nel programma “Domenica In” Raiuno, si fa intervistare da
Cristina Parodi. L’intervista riguarda la storia della setta in cui è stata
coinvolta la figlia Michelle e che la stessa ha raccontato in un libro uscito
pochi giorni fa.
Durante l’intervista
tra qualche lacrima e tanta ipocrisia la signora Ineke dichiara che riuscì ad allontanare
la famigerata maga e il suo entourage tramite “amici” finanzieri che si
appostarono sotto casa della setta per controllare se i frequentatori
della maga/pranoterapeuta avevano le ricevute fiscali. Grazie a questo,
prosegue la signora Ineke, riuscì a far espatriare in Svizzera maga e company.
Ora mi chiedo se tutto ciò è legittimo e legalmente possibile. Non credo che
una qualsiasi persona, anche se mamma di un personaggio noto come Michelle
Hunziker, possa chiedere ad un tutore della legge, quali sono i finanzieri, di
mettersi a sua disposizione per una verifica fiscale di quel genere perché se
così fosse avrebbe commesso un grave reato a meno che, ma ne dubito, tutto sia
stato richiesto da un giudice. Perche, ripeto,se così
non fosse, c’è stato un evidente
abuso di potere. Infatti le attività di accertamento relative a verifiche,
controlli ed ispezioni effettuate dagli uffici e dalla Guardia di Finanza, sono
dettagliatamente disciplinate dall’art. 52 del DPR 26 ottobre 1972, n.633 e
dall’art. 33 del DPR del 29 settembre 1973, n.600.
In sostanza nel citato
DPR n. 600 del 1973 si evincono le attività che possono essere svolte dagli
uffici preposti al controllo fiscale dei contribuenti e le diverse modalità operative
connesse. Dal canto suo, l’art. 52 del DPR n. 633/72stabilisce che i
verificatori, al fine di poter accedere ai luoghi destinati all’esercizio di
attività commerciali e professionali per poter eseguire controlli devono essere
muniti di un apposita autorizzazione del capo dell’ufficio di diretta
dipendenza; qualora, però, si tratti di locali adibiti anche ad abitazione
sarà, altresì, indispensabile l’autorizzazione del procuratore della
Repubblica.
Ora aspetta chi di dovere effettuare le apposite verifiche.








