venerdì 31 luglio 2026
IL PARADOSSO DI MANUELA MORENO: IMPECCABILE NEL GIORNALISMO, "RIVEDIBILE" NEL LOOK A "VITA IN DIRETTA ESTATE" RAIUNO
mercoledì 29 luglio 2026
CHIEDO SCUSA A PAOLO RUFFINI. QUANDO LA TV TI ACCECA E LA VITA DI DA' UNA LEZIONE..
Voto a Paolo Ruffini uomo e regista: 10 e lode.
sabato 25 luglio 2026
QUANDO L'ONESTA' INTELLETTUALE DIVENTA UN VALORE ASSOLUTO.
Cos'è per noi l'onestà intellettuale? È guardare ai fatti senza lenti ideologiche. Destra e sinistra non contano di fronte alla realtà: contano solo i dati, le prove e la coerenza nel raccontarli. Una verità non ha colore politico, è semplicemente un fatto."
Per un istante dimentichiamo la nostra ideologia politica. Dimentichiamo anche le nostre personali simpatie politiche e leggiamo attentamente questo articolo di Marco Travaglio. Poi obbiettivamente e onestamente riflettiamo..
Questo spazio non si riconosce nelle categorie di destra o di sinistra, ma si fonda esclusivamente sull'onestà intellettuale. Valutare la realtà in modo onesto significa mettere la verità dei fatti davanti a qualsiasi ideologia. I fatti documentati e dimostrati non hanno colore politico: appartengono alla realtà e restano inconfutabili fino a prova contraria. L'obiettivo del blog è analizzare il mondo per quello che è, non per come vorremmo che fosse.
Editoriale di Marco Travaglio -;25 Luglio 2026
lunedì 20 luglio 2026
LA7 - FLAVIA FRATELLO E LE NOTIZIE CHE NON AMA...
Cercherò di spiegare a Flavia Fratello come il "fastidio tangibile" che noto quando la vedo ogni mattina mentre presenta la rassegna stampa su La7. Anche se non sia necessariamente esplicitato a parole, ma si esprime attraverso la sua mimica facciale, Il cambio repentino di espressione, il sorriso ironico o la smorfia di sufficienza. Questo succede solo quando mostra e parla de "Il Fatto Quotidiano". Mostra la prima pagina "velocemente, quasi con fastidio" e "tagliare corto" è un modo per sminuire il valore editoriale di quella testata rispetto alle altre, a cui magari viene dedicato più spazio. L'uso di frecciatine ironiche che orientano il giudizio del telespettatore prima ancora che questo possa leggere il titolo non lo trovo corretto.
La rassegna stampa non è un talk show di opinione o un editoriale firmato. Chi la conduce ha il compito di fare una panoramica di ciò che si trova in edicola e una mediazione oggettiva.
Manifestare sistematicamente un'antipatia editoriale rischia di influenzare il pubblico meno informato, creando un pregiudizio verso quel giornale. Il pluralismo si difende dando a ogni linea editoriale (che piaccia o meno al conduttore) la stessa dignità di lettura. Ogni giornalista può legittimamente non condividere la linea de "Il Fatto Quotidiano" ma il dissenso plateale manifestato verso lo spettatore lo trovo poco professionale e poco serio.
venerdì 17 luglio 2026
MILANO DA BERE E I PERSONAGGI DELL'EPOCA ANNI 80/90
Dietro i riflettori della Milano da bere si muovevano i potenti manager dello spettacolo e della moda, figure capaci di lanciare carriere internazionali e di dominare la vita notturna milanese, spesso tanto famosi quanto i loro assistiti.
- John Casablancas: Fondatore della leggendaria agenzia Elite Model Management. Ha aperto una sede cruciale a Milano, diventando il re indiscusso del jet-set. Era l'uomo che gestiva Cindy Crawford, Naomi Campbell e Linda Evangelista, ed era una presenza fissa nei club più esclusivi del Quadrilatero e in Corso Como.
- Piero Piazzi: Uno dei più grandi scopritori di talenti della moda italiana. In quegli anni ha lavorato per le più importanti agenzie milanesi (tra cui Elite), diventando un punto di riferimento assoluto per stilisti e modelle e un protagonista della vita mondana legata ai post-sfilata.
- Riccardo Gay: Fondatore dell'omonima agenzia di modelle, una delle primissime e più potenti in Italia. È stato un pilastro della moda milanese, scoprendo e gestendo icone come Monica Bellucci e Carla Bruni, e frequentando assiduamente i salotti e i locali che contavano.
- Adriano Aragozzini: Manager musicale e televisivo di enorme peso (ha gestito anche il Festival di Sanremo tra l'89 e il '91). Pur muovendosi su scala nazionale, le sue trattative per i grandi artisti e i contratti TV si chiudevano spesso nei ristoranti e nei club esclusivi di Milano.
- I playboy degli anni '80 e '90 a Milano incarnavano perfettamente il mito del successo rapido, dello charme sfacciato e del lusso ostentato. A differenza dei seduttori degli anni '60 (legati alla Costa Azzurra e alla Dolce Vita), i playboy della "Milano da bere" erano Manager, Produttori televisivi, imprenditori, rampolli di grandi famiglie, sportivi o PR dei locali notturni. Le loro conquiste riempivano le pagine di riviste scandalistiche come Novella 2000.
- Ecco i nomi più caldi e celebri delle notti milanesi di quel ventennio, famosi per i loro legami con modelle, attrici e star della TV.
- Paolo Pazzaglia: Imprenditore e personaggio fisso del jet-set di quegli anni. Famoso per le sue feste sfarzose e la sua attitudine da instancabile seduttore. Ha collezionato flirt e storie d'amore con alcune delle donne più affascinanti dello spettacolo italiano e internazionale, diventando un simbolo dell'edonismo di fine secolo.
- Beppe Ercole: Grande imprenditore e arredatore dei VIP. Ha vissuto da protagonista la notte milanese e romana. È stato un grandissimo tombeur de femmes, noto per aver sposato prima l'attrice Serena Grandi (icona sexy indiscussa degli anni '80) e successivamente l'attrice Corinne Cléry, oltre ad aver collezionato innumerevoli flirt con le modelle che frequentavano la città.
- Gigi Rizzi: Sebbene la sua leggendaria conquista di Brigitte Bardot risalga all'estate del 1968 (apice dei Les Italiens a Saint-Tropez), Rizzi è rimasto un'istituzione vivente anche negli anni '80 e '90 a Milano. Ha continuato a frequentare e gestire locali notturni, mantenendo intatto il suo status di "mito" e mentore per le nuove generazioniI Protagonisti della Televisione
- La nascita della TV commerciale (Fininvest/Mediaset) ha creato una nuova generazione di divi televisivi, simboli di ottimismo, edonismo e successo tipici di quel ventennio.
- Silvio Berlusconi: Il motore immobile della Milano da bere. Ha ridefinito l'immaginario italiano fondando la TV commerciale a Milano e trasformando la città nella capitale dello spettacolo.
- Mike Bongiorno: Re incontrastato dei quiz televisivi. Rappresentava la continuità ma anche la modernizzazione della TV, legando il suo volto ai marchi storici dell'epoca.
- Gerry Scotti: Ex deejay di Radio Deejay e poi conduttore simbolo. Perfetta incarnazione del presentatore milanese empatico, scanzonato e di grandissimo successo pop.
- Enzo Arbore: Pur non essendo milanese, con i suoi programmi ha dettato lo stile ironico e la colonna sonora ideale delle notti urbane di quegli anni.
- Le "Ragazze Drive In": Il programma Drive In di Antonio Ricci (con comici come Gianfranco D'Angelo e Ezio Greggio) è stato il manifesto estetico degli anni '80: colorato, veloce, dissacrante e sensuale.
Le Icone del Mondo Fashion (Moda)Milano strappa a Firenze e Parigi il titolo di capitale della moda prêt-à-porter, imponendo stilisti che sono diventati vere e proprie celebrità globali.- Giorgio Armani: Il "Re" della moda. Ha rivoluzionato il modo di vestire maschile e femminile, imponendo un'eleganza sobria, destrutturata e manageriale, perfetta per la Milano rampanti.
- Gianni Versace: L'esatto opposto cromatico di Armani. Famoso per il suo stile barocco, rock, ultra-sensuale e per aver inventato, insieme al fotografo Richard Avedon, il fenomeno delle Top Model.
- Gianfranco Ferré: Definito l'architetto della moda per le sue forme geometriche e strutturate. Rappresentava il lato più intellettuale e rigoroso del successo milanese.
- Le Top Model (Naomi, Cindy, Claudia, Linda): Sebbene straniere, Milano era la loro seconda casa. Le sfilate in città e le loro apparizioni nei locali milanesi paralizzavano il traffico e dominavano le cronache mondane.
- Elio Fiorucci: Il pioniere dello stile pop e democratico. Il suo negozio in Galleria Passerella era il punto di ritrovo culturale di artisti, giovani e creativi da tutto il mondo.
Il Punto d'Incontro: I Locali CultI personaggi della TV e della Moda si incrociavano ogni sera nei club che hanno definito l'estetica della "Milano da bere", come il Plastic (frequentato da stilisti e artisti internazionali), l'Hollywood Celebrities in Corso Como ( feste post-sfilata e dei calciatori/VIP) e il Nepentha in Piazza Diaz, Il Vogue in Corso B.Aires.I Manager della TV e dello Spettacolo- Lele Mora: Negli anni '90 ha iniziato la sua ascesa verticale a Milano come agente delle celebrità. Famosissimo per le sue pubbliche relazioni aggressive e per la capacità di muovere interi gruppi di modelli, tronisti e showgirl televisive da un locale all'altro (specialmente all'Hollywood), diventando il catalizzatore delle notti milanesi di fine millennio.
- Adriano Aragozzini: Manager musicale e televisivo di enorme peso (ha gestito anche il Festival di Sanremo tra l'89 e il '91). Pur muovendosi su scala nazionale, le sue trattative per i grandi artisti e i contratti TV si chiudevano spesso nei ristoranti e nei club esclusivi di Milano.
- Franchino Tuzio: Insieme a Claudio Cecchetto, sono stati una figura chiave nella gestione dei talenti nati a Radio Deejay e cresciuti in TV (come Gerry Scotti, Amadeus e Fiorello). Cecchetto era un uomo ombra fondamentale, rispettatissimo e molto inserito nel tessuto produttivo milanese.
- Rody Mirri: Manager e Talent scout ma con fama di play boy. Agente di Veronica Castro la regina delle "Telenovelle" Il primo scopritore di Michelle Hunziker. Vittoria Belvedere firmò il suo primo contratto con Mirri che la presentò pubblicamente in un servizio fotografico di Bruno Oliviero pubblicato su Sette (Corriere della Sera) Carla Liotto, Katharina Miroslawa, Antonio D'Amico ex compagno di Gianni Versace.
Il loro "Ufficio Notturno"Questi manager non usavano i club solo per divertirsi, ma come veri e propri uffici. Il tavolo all'Hollywood, una cena da Biffi o un passaggio al Nepentha servivano a blindare contratti milionari, combinare fidanzamenti da copertina per i tabloid e decidere chi sarebbe apparso in TV il giorno dopo.I PR e i "Cacciatori di Modelle"Nei primi anni '90 nasce una nuova figura di playboy: il flâneur della notte, spesso inserito nell'organico dei locali per attrarre bellezze mozzafiato.- I Pr dell'Hollywood e del Nepentha: Figure rimaste spesso nell'ombra dei tabloid ma famosissimi nell'ambiente. Ragazzi bellissimi che avevano il compito di accogliere le modelle agenzie e finivano puntualmente per instaurare relazioni con le future star della TV e del cinema italiano.
- Il Fine Festa: Tangentopoli spegne le luci della Milano da BereCome in ogni festa leggendaria, anche per la Milano da bere è arrivato il momento in cui qualcuno ha acceso le luci del locale, interrompendo la musica e mostrando i cocci di un'epoca. Per Milano quel momento ha una data precisa: 17 febbraio 1992.L'arresto di Mario Chiesa al Pio Albergo Trivulzio dà il via all'inchiesta Mani Pulite, squarciando il velo di ottimismo e opulenza che aveva caratterizzato il decennio precedente. Nel giro di pochi mesi, il ritratto della città cambia radicalmente: i brindisi a champagne nei club di Corso Como lasciano il posto ai faldoni del Tribunale di Milano e alle cronache giudiziarie.Il sistema politico ed economico che finanziava lo sfarzo, le sponsorizzazioni e lo stile di vita ostentato da manager, playboy e starlette crolla sotto i colpi dei magistrati. Quell'edonismo sfrenato, che fino al giorno prima era sinonimo di successo e modernità, diventa improvvisamente un simbolo di spregiudicatezza e corruzione.La televisione cambia registro, la moda si fa più sobria e minimalista per sfuggire agli eccessi degli anni '80/90, e i protagonisti della notte si ritirano nell'ombra o reinventano i propri imperi. La Milano da bere si spegne così, lasciando dietro di sé una scia di nostalgia, fiumi di rullini fotografici dei paparazzi e la consapevolezza di aver vissuto un ventennio irripetibile, magico e controverso, che ha cambiato per sempre il costume e la cultura d'Italia.
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