lunedì 12 ottobre 2026

CORRADO FORMIGLI A PIAZZAPULITA PERCHé RISULTA ANTIPATICO?

 La percezione di Corrado Formigli, conduttore del programma Piazzapulita su LA7, come personaggio "antipatico" o divisivo da parte di una fetta di pubblico e di critica è legata principalmente al suo stile giornalistico, alle dinamiche del talk show e al posizionamento politico della trasmissione.

                                                                 


Ecco i motivi principali che vengono storicamente attribuiti a questa percezione:
1. Stile di conduzione assertivo e incalzante
Formigli adotta spesso uno stile giornalistico molto aggressivo, tipico dell'investigative journalism e dei talk show di stampo anglosassone.
  • Le interruzioni: Viene spesso criticato per la tendenza a interrompere gli ospiti (soprattutto quelli con opinioni distanti dalle sue) per incalzarli con continue domande o "fact-checking" in tempo reale.
  • Il tono del dibattito: Questo approccio viene interpretato da una parte dei telespettatori non come una ricerca della verità, ma come una mancanza di parzialità o come un tentativo di mettere in difficoltà l'interlocutore.Linea editoriale e polarizzazione politica
    Piazzapulita ha una linea editoriale dichiaratamente orientata a sinistra, fortemente critica nei confronti dei partiti di centrodestra (in particolare verso Fratelli d'Italia e la Lega) e delle politiche conservatrici o populiste.
    • Reazione del pubblico di centrodestra: Per gli elettori e i simpatizzanti di quest'area politica, Formigli viene percepito come un giornalista di parte, non neutrale, il cui obiettivo principale sarebbe quello di attaccare i loro leader di riferimento.
    • Scontri con la politica: I frequenti scontri verbali in diretta o a distanza con esponenti politici di primo piano (come Giorgia Meloni o Matteo Salvini) alimentano la polarizzazione: chi sostiene quei leader tende a sviluppare un'istintiva antipatia verso il conduttore.
  •  La percezione di superiorità morale (il cosiddetto "paternalismo")
    Una critica comune rivolta a diversi conduttori di talk show progressisti, tra cui Formigli, riguarda il tono percepito come "maestrino" o moraleggiante. Alcuni telespettatori avvertono nelle sue tesi o nel modo di porre le questioni una sorta di presunzione di superiorità etica o intellettuale rispetto a chi esprime visioni diverse su temi complessi come l'immigrazione, i diritti civili o l'economia.
    4. Gestione della piazza virtuale e dei social
    Le dinamiche dei social network (X/Twitter, Facebook) amplificano enormemente i conflitti. I frammenti video di litigi, battibecchi o monologhi taglienti di Formigli vengono isolati e condivisi dai suoi detrattori per confermare l'immagine di un conduttore irritante e fazioso, creando una vera e propria "eco" di antipatia digitale che prescinde a volte dall'intera visione del programma.
In sintesi, l'antipatia attribuita a Formigli è in gran parte il riflesso della forte polarizzazione della politica e della televisione italiana: le stesse caratteristiche che lo rendono sgradito a un certo tipo di pubblico (l'aggressività, la fermezza sulle proprie posizioni, la critica al potere) sono spesso i motivi per cui viene invece stimato e seguito dai suoi telespettatori più fedeli.

I PRINCIPALI FLOP D'INIZIO AUTUNNO 2026

 Il Grande Fratello Vip (condotto da Ilary Blasi su Canale 5) e il film Il principe abusivo con Alessandro Siani (su Rai 1) sono tra i principali flop d'ascolto dell'avvio di stagione autunnale 2026. 

                                                                    


  • Grande Fratello Vip (Canale 5): Il reality show ha registrato il peggior esordio di sempre per il formato, partendo il 17 settembre 2026 con circa 1.879.000 spettatori e il 16,92% di share, per poi scendere ulteriormente nelle settimane successive (arrivando a circa 1,5 milioni e il 13,8% di share a inizio ottobre), sollevando rumor su possibili correzioni o chiusure anticipate. 
  • Il principe abusivo (Rai 1): Il film di Alessandro Siani trasmesso in prima serata il 13 settembre 2026 ha totalizzato appena 1.532.000 spettatori, fermandosi all'11% di share, un risultato sottotono per la rete ammiraglia.
  • La legge di Lidia Poët (Rai 1): L'esordio della serie in prima serata l'8 settembre 2026 ha ottenuto il 9,9% di share (1.508.000 spettatori), un dato deludente per gli standard di Rai 1. 
  • Buy It Now (Italia 1): Il debutto del nuovo programma il 9 settembre 2026 si è fermato al 2,9% di share. 

martedì 6 ottobre 2026

PRONTI VIA...BALLANDO CON LE STELLE

La ventunesima edizione di Ballando con le Stelle è ufficialmente partita il 3 ottobre 2026, confermando in pieno tutte le grandi novità e i riscontri di cui tanto si parlava.

                                               


                          


  • Il debutto di Barbara d'Urso: Dopo l'annuncio ufficiale, la conduttrice ha preso il posto di Selvaggia Lucarelli al tavolo dei giudici. Nella prima puntata non sono mancate le scintille: la d'Urso ha criticato l'esibizione di Ornella Muti definendola priva di passione, provocando la reazione del pubblico e l'intervento di Simona Ventura. 
  • Ornella Muti in pista: L'attrice, grande colpo nel cast di questa edizione, è scesa in pista per un intenso tango in coppia con il ballerino Pasquale La Rocca, incantando gran parte della giuria.
  • Gli ascolti TV: Il debutto ha registrato ottimi dati per Rai 1. La prima puntata ha intrattenuto 2.485.000 spettatori pari al 25,6% di share, dando vita a un serrato testa a testa del sabato sera con il competitor Tú Sí Que Vales su Canale 5 (che ha totalizzato 3.403.000 spettatori con il 25,5% di share)
  • La prima puntata del 3 ottobre 2026 ha visto trionfare la coppia formata da Aurora Ramazzotti e Nikita Perotti, che ha conquistato la vetta della classifica finale grazie a un mix tra i voti dei giudici e il televoto del pubblico da casa. 
    Il podio e le posizioni più alte della classifica generale del debutto si sono così delineati:
    1. Aurora Ramazzotti e Nikita Perotti (Primi classificati grazie a un travolgente Jive)
    2. Andy Díaz e Gioia Giovanatti (Secondi classificati, molto apprezzati per la loro Salsa)
    3. Anna Safroncik e Leonardo Lini (Terzi classificati, a chiudere il podio del debutto) 
    Durante la serata hanno ottenuto ottimi punteggi provvisori anche Noemi Bocchi (grazie al tesoretto di Rossella Erra) e Monica Guerritore (che aveva incassato il tesoretto di Francesca Fialdini). Per questo esordio, come da tradizione del programma, nessuna coppia è stata eliminata e tutti i concorrenti sono passati direttamente alla seconda puntata. In ogni caso niente di stupefacente sotto il sole..

sabato 19 settembre 2026

IL RITORNO DEL KARAOKE: PERCHE L'OPERAZIONE NOSTALGIA DI MICHELLE HUNZIKER NON CONVINCE

                                                                                    

                                                         1993 il Karaoke di Fiorello


L'altra sera, il 15 settembre, ho seguito lo show musicale condotto da Michelle Hunziker sulla rete ammiraglia Mediaset. I dati Auditel parlano chiaro: 1 milione e 507mila spettatori e un 13,7% di share. Ascolti decisamente mediocri per una prima serata di Canale 5.

Del resto, tentare di riportare in vita il mitico Karaoke di Fiorello è una vera e propria follia. I tempi sono profondamente cambiati e non bastano alcuni piccoli accorgimenti per rilanciare un format che ha fatto la storia.
In questa versione moderna si avverte subito una grande assenza: manca l'emozione autentica. Dov'è finito quel brivido dei concorrenti comuni che anni fa debuttavano in video per la prima volta? Manca soprattutto il vero pubblico popolare: quello che si radunava spontaneamente nella piazza della località prescelta per ascoltare voci nuove, dilettanti allo sbaraglio e scommesse dell'ultimo minuto.
Anche l'impatto visivo tradisce lo spirito originale. La scenografia di allora era un palco modesto, semplice e senza fronzoli, dove a contare era solo la strada. Oggi, invece, tutto viene snaturato ed esibito da una struttura kolossal che trasforma la piazza in un freddo e artificiale studio televisivo all'aperto.
Infine, la conduzione. Michelle Hunziker è indubbiamente brava e professionale, ma in questo contesto risulta banalissima. Con il suo stile patinato e impostato, rappresenta l'esatta antitesi della genialità imprevedibile, "sporca" e travolgente di Fiorello.


martedì 15 settembre 2026

QUANDO LA VOLGARITA' IN TV DIVENTA ABITUDINE


                                                             

Scrivo spinto da una riflessione nata ieri sera, l’ennesima, mentre saltavo da un canale all'altro del telecomando. Alla mia età, superato i settanta, mi trovo sempre più spesso a disagio di fronte a uno spettacolo che faccio fatica ad accettare in un paese che si definisce civile: la normalità della volgarità nelle televisione odierna. 
Vedere conduttori e ospiti blasonati utilizzare un linguaggio e un atteggiamento che ai miei tempi sarebbero stati giudicati, senza mezzi termini, scandalosi, mi lascia profondamente amareggiato. Mi chiedo, semplicemente: come siamo arrivati a questo punto?
Il problema non riguarda più solo i reality show, contesti in cui la sguaiatezza e il bisticcio vengono venduti come "spontaneità" e "vita vera", svuotando di fatto il significato di rispetto e convivenza civile. La deriva più preoccupante ha ormai contagiato i Talk show politici. Quelli che dovrebbero essere spazi di alto dibattito democratico e di informazione si sono trasformati in arene di gladiatori. Non si discute più per argomentare, ma per sopraffare l'altro. L'insulto, l'epiteto violento e l'interruzione sistematica sono diventati veri e propri strumenti di lavoro, sdoganati da conduttori che spesso scelgono di non intervenire, o peggio, cavalcano la rissa per un punto di share in più.
L'impatto di questo "modello" è devastante, specialmente sulle nuove generazioni. La televisione conserva ancora un enorme potere di legittimazione sociale. Se un concetto o un termine offensivo viene pronunciato con disinvoltura su uno schermo televisivo, passa il messaggio implicito che quel linguaggio sia lecito, utilizzabile in pubblico senza filtri o vergogna. I giovani assorbono questa totale assenza di argine, normalizzando nel loro quotidiano espressioni che distruggono la bellezza della nostra lingua e, con essa, l'educazione civica.
La mia non è la nostalgia di un passato perfetto, ma la difesa del principio che la parola pubblica porti con sé una responsabilità. Una volta la televisione aveva anche il compito di unificare e far crescere culturalmente il Paese. Oggi sembra volerlo rincorrere nei suoi istinti più bassi.