lunedì 2 giugno 2014

LA VITA IN DIRETTA CON ELEONORA DANIELE..CHE SI PRENDE TROPPO SUL SERIO.

ELEONORA DANIELE - FEDERICO QUARANTA


"La vita in diretta" su RaiUno, versione estiva con Eleonora Daniele (Federico Quaranta non pervenuto..) rimane un contenitore privo di personalità. Dopo la deludente conduzione della Perego, ora ci tocca l'ex del Grande Fratello 2, una che usa un tono di voce sempre sopra le righe con atteggiamenti posati ma sopratutto una che si prende troppo sul serio. 
Priva di ironia e preoccupata di dare un immagine professionale, si dimentica che la prima regola per convincere il pubblico è, e rimane la spontaneità. Sia chiaro che la Daniele non è il peggio tra le conduttrici televisive ma, rimane una miracolata. Non me ne voglia, ma forse, con un briciolo di umiltà potrebbe aggiungere sul suo bel viso la naturalezza della cose semplici che ripeto, rimangono un antidoto perfetto contro la spocchia o superbia che dir si voglia.
Sul portale Tvblog, si legge tra l'altro che:
"Gustosa anche la storia delle presunte pressioni dell’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno per far presentare un programma in prima serata, trattasi del solito Ciak si canta, dall’ex concorrente del Grande fratello Eleonora Daniele. Cosa c’entri Alemanno con la biondina lanciata dal reality di Mediaset è un altro aspetto tutto da scoprire, ma tranquilli, ci saranno molte alte sorprese. E noi saremo pronti a raccontarvele."

                                                                                        Il rompiscatole

giovedì 1 maggio 2014

IVA ZANICCHI E LA POLITICA IMPROVVISATA...


  •                                   Iva Zanicchi quando la politica non era tra i suoi interessi
  • La politica dovrebbe essere una cosa seria e le dichiarazioni di Iva Zanicchi durante il
  • programma "Agorà" su Raitre stanno  a dimostrare che chiunque oggi può fare politica.
  • Riporto dal link in basso, alcune risposte da parte di alcuni lettori  sulle dichiarazioni della signora Zanicchi.


http://tv.ilfattoquotidiano.it/2014/05/01/fi-iva-zanicchi-a-rai3-immigrati-portano-lebola-e-colera/276918/


  • Può essere cara Iva Z. che ebola e il colera sbarchi qua da noi, è un'eventualità remota potrebbe succedere; una cosa è certa però, che tu sei una portatrice infettiva del morbo FI. pentola di cultura dei più nefasti germi pericolosi dell'umanità, quali corruzzione, ladrocinio continuato della cosa pubblica, conflitto di interessi, con tutte le TV. del condannato avete da anni e tutt'ora, state lobotomizzando il cervello di Italiani e Spagnoli, per fortuna quest'ultimi hanno spento e sequestrato i canali TV. berlusconiane...Il vero pericolo è il berlusconismo e tu cara Iva ne sei la portatrice infetta..Per redimerti da tanto sfacelo, devi fare il viaggio inverso degli extra-comunitari andare verso le popolazioni che chiedono aiuto per guarire appunto dal colera ed ebola... Vai cara Zanicchi con i tuoi colleghi di malaffare ad espiare tutto il malaffare che avete inculcato in questo paese e mentre ci sei prendete con voi il PDR.




        • Quando la politica regala soldi dei cittadini a eurodeputati e politici, fenomeni da baraccone, senza lavorare e senza avere i requisiti per occupare certe posizioni istituzionali, le conseguenze sono incalcolabili, gli effetti allucinanti. La lista è lunghissima. Dal bunga bunga del condannato, a ostriche,appartamenti pagati a loro insaputa, ministri dell'economia che pagano affitti in nero, chi ride sulle tragedie dei terremoti, Il berlusconismo da disastro sociale si completa con la pazzia mediatica. Il bilancio finale è veramente ridicolo e demenziale. Iva, finalmente abbiamo trovato chi in un colpo solo toglierà 5 punti a forza italia. Vorrei sentire il ministro della sanità cosa ne pensa di queste affermazioni in tv e se la situazione è veramente così grave e se, potendo scegliere, tra le due epidemie forza italia e il colera, quale delle due potrebbe portare più danni oltre quelli già accertati e comunque come salvarci da entrambe, il più presto possibile.




            • A bruxelles la zanicchi ha il record delle assenze, pagata per non fare e non proporre
              nulla, è vero che per fare politica non serve nessuna conoscenza o preparazione
              (basta conoscere chi ti candida), spero che finisca come il "filosofo"buttiglione o il
              fascista borghezio rispediti a casa, gli imbecilli non li sopportano. quello che ha detto
              sui migranti, solo lei e pochi altri sono vomitevoli a tal punto

          lunedì 28 aprile 2014

          BRUTTA LA FICTION DI RAIUNO SU PAPA WOJTYLA

          Giorgio Pasotti - Aleksei Guskov


          Una fiction brutta e poco realistica, infatti la chiamano fiction, ovvero "finzione".
          Questo è stato il film-tv "Non avere paura,un amicizia con Papa Wojtyla" trasmesso da Raiuno ieri sera in prima serata.
          Il film girato la scorsa estate fra le nevi dell'Adamello e diretto da Andrea Porcari e prodotto dalla De Angelis Media in collaborazione con Rai Fiction, Trentino Turismo e Promozione, Trentino Film Commission con un cast che comprendeva Giorgio Pasotti, Claudia Pandolfi, Katia Ricciarelli e l'attore russo Aleksei Guskov. Una rappresentazione romanzata e piena di forzature dei due giorni trascorsi sulle nevi del Trentino da Sandro Pertini e Papa Wojtyla. Banali i testi e anche le scene della scalata sull'Everest erano poco credibili, tutta la trama è stata priva di spunti coinvolgenti. Fra gli attori si salva solo Guskov, per gli altri, compresa la Ricciarelli un interpretazione da principianti.
          In sostanza si è celebrato un maestro di sci (Lino Zani) più di un Papa e una bella location non basta per realizzare un buon film. Non male gli ascolti: 6.158.000 (23%)

                                                                                                                Il rompiscatole


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          domenica 27 aprile 2014

          BARBARA D'URSO INTERVISTA IN GINOCCHIO SILVIO BERLUSCONI


          Barbara D'Urso a "Domenica Live" intervista Berlusconi in ginocchio e le poche domande fatte sembravano concordate o forse, lo erano davvero. La D'urso, non solo non è una giornalista ma neanche più "giornalista pubblicista" visto che il patentino gli è stato ritirato per aver fatto una pubblicità.
          Perciò senza un giornalista in studio e senza un contraddittorio credo sia stata violata platealmente la normativa sulla par condicio ma forse mi sbaglio. Comunque sia, Berlusconi da il meglio di se quando si trova davanti ad un interlocutore credibile e tosto, come quando andò da Santoro e si trovò ha battibeccare con Travaglio e la Innocenzi.
          La D'Urso se ne faccia una ragione, forse conduttrice, ma giornalista proprio no e Berlusconi ci guadagna, in termini di consensi (anche se Toti non è di questo avviso) se si fa intervistare da giornalisti capaci che preferiscono le parole alle ginocchia. 

                                                                                                                            Il rompiscatole










          lunedì 7 aprile 2014

          CARLO CRACCO E LE PATATINE..


          Vedere Carlo Cracco pubblicizzare le patatine San Carlo è la dimostrazione reale "che tutto e il contrario di tutto" è un dato di fatto.
          Ho sempre saputo, letto, sentito dire, che le patatine sono la peggior schifezza che si possa mangiare. Qualunque bar o ristorante che ti rifila un piattino di patatine preconfezionate  è considerato quasi un affronto, il peggio del peggio.
          Bene, anche Cracco noto chef, dall'alto della sua navigata esperienza e bravura tesa alla valorizzazione di materie prime si converte. Lode alle patatine fritte. Eppure c'è chi pensa che.......

                                                                                                                        Il rompiscatole



          Nella spesa di tante persone non mancano quasi mai le patatine fritte. I consumatori “normali”, cioè quelli che non sanno cosa sia un’etichetta alimentare, conoscono ciò che comprano quando si portano a casa una busta di croccanti patatine fritte? Spesso si sente dire: “Ma che fa? Una volta ogni tanto non fa male!”. Può essere anche vero, però occorre capirci qualche cosa di più, perché l’ignoranza è sempre la madre di tutte le cattive abitudini, specialmente di quelle alimentari.
          Le patate, si sa, sono entrate a far parte della nostra alimentazione ormai da qualche secolo, e rappresentano una fonte importante di energia, essendo ricche di amido, di sali minerali (potassio), di vitamine (vitamina C). Non è da trascurare l’apporto di fibra considerato il fatto che l’indice di sazietà delle patate non è elevato, e di conseguenza ne mangiamo in grande quantità. La patata sarebbe un buon alimento se non venisse consumato nei sacchetti delle patatine fritte, acquistate nei supermercati. Si tratta di chips (sfoglie di patate), chipster (impasto a base di fiocchi e fecola di patate 78%, olio vegetale, sale), pringles (nome commerciale), un miscuglio composto da farine di mais, grano, riso, da grassi, da emulsionanti, sale, aromi artificiali. Soltanto il 45% è costituito da materia prima derivata dalle patate. Quindi, attenzione a dire patate, perché si tratta, in realtà, di estrusi, cioè di impasti fatti uscire a pressioni altissime da stampi particolari che danno loro le forme più svariate. Per la cronaca, Pringles è un marchio di patatine prodotto dalla Kellogg, che l’ha acquisito dalla Procter & Gamble nel 2012 per 2,7 miliardi di dollari http://it.wikipedia.org/ wiki/Pringles – cite_note-0. Sono vendute in tutto il mondo, e fatturano ogni anno circa un miliardo di dollari.
          Le Pringles Original hanno i seguenti ingredienti: patate disidratate, olio vegetale, grasso vegetale, farina di riso, amido di frumento, maltodestrina, emulsionante, E471, sale. Le Pringles Multigrain Classic sono composte dalle seguenti sostanze: multicereali (38%) (farina di riso, farina di granoturco, farina di malto d’orzo, semola di grano), olio vegetale, grasso vegetale, patate disidratate, maltodestrina, amido di frumento, amido di riso modificato, zucchero, emulsionante, E471, polvere di fagioli neri, sale. Chipster è il nome di uno snack salato a base di patate prodotto dalla Saiwa dagli anni ottanta. La caratteristica principale di questi alimenti è l’elevato contenuto calorico. Si viaggia intorno alle 536 k calorie ogni 100 grammi. Una confezione di Pringles Original che pesa 190 grammi apporta 999 calorie. Considerato che il fabbisogno medio di un giovane si attesta intorno alle 1800 Kcal al giorno, un tubo di Pringles fornisce metà delle calorie giornaliere! Un vero junk food ovvero cibo spazzatura! Un ragazzo non può consumare un tubo di Pringles e poi sedersi a tavola e mangiare normalmente.
          Non bisogna dimenticare, poi, i danni alla salute dovuti alla presenza di composti tossici come ad esempio i radicali liberi che si formano durante la frittura e la famigerata “acrilamide”. L’EFSA, l’autorità europea per la sicurezza alimentare che ha sede a Parma, in un rapporto pubblicato pochi giorni fa, ha reso noti i risultati di una mega ricerca sul contenuto di acrilamide negli alimenti, effettuata su campioni di prodotti alimentari raccolti tra il 2007 e il 2009. Da questa ricerca risulta che l’acrilammide, un composto chimico nocivo perché ha proprietà cancerogene e genotossiche, in grado cioè di spezzare e di alterare la catena del DNA e dar luogo così a replicazioni cellulari sbagliate, è ancora molto diffusa. Di solito si forma nei prodotti alimentari ricchi di amidi durante la cottura a temperature elevate, come la frittura, la cottura al forno e alla griglia. Ovviamente non sono nocive solo le patatine fritte, ma dato il loro consumo molto diffuso tra i giovani bisogna correre ai ripari contrastandone o boicottandone la vendita.
          Noi adulti abbiamo il dovere di “educare i nostri ragazzi” ad un consumo responsabile e consapevole, sia per la salute sia per le scelte che esso comporta. Le “scelte” per l’appunto. Come consumatori decidiamo la vita o la morte commerciale di un prodotto, scegliamo di finanziare questa o quella ditta, orientiamo le politiche commerciali delle multinazionali dell’agroalimentare. È ora di finirla di lamentarci di come va il mondo, se poi non si è capaci, come genitori, di fare una seria “politica” alimentare a casa propria. Dentro le mura domestiche possiamo incidere sul destino del mondo! Sembra esagerato, ma è così! Se infatti vietassimo a casa il consumo di patatine fritte, i figli ne parlerebbero in giro e contribuirebbero a diffondere uno sguardo critico sul mondo delle patate snack. Se molti si comportassero così, prima o poi la politica commerciale delle ditte produttrici di patatine snack cambierebbe.
          Prendiamo il caso della Coca Cola senza caffeina, delle margarine diventate “buone” per l’assenza dei grassi idrogenati, dell’uso dei coloranti artificiali pericolosi per la salute ora in buona parte ridotti: sono stati i movimenti di opinione, in particolare negli Stati Uniti, a orientare diversamente le scelte delle grandi catene agroalimentari. Occorre promuovere il consumo di snack domestici, a base di pane e prodotti cucinati in proprio. Se proprio non si ha il tempo e/o la voglia, sarebbe opportuno acquistare prodotti più salutari, dando noi adulti per primi l’esempio.
          Non si tratta di fare del terrorismo alimentare, anche se un po’ di paura non guasta, si tratta invece di dare una corretta informazione, in modo da essere consapevoli di ciò che si mangia. Quindi, se proprio si vogliono acquistare patatine fritte di produzione industriale, si scelgano almeno quelle i cui ingredienti sono costituiti esclusivamente da: patate, olio di semi di girasole, sale. Diffidiamo delle confezioni quelle che indicano un generico “olio vegetale”, quasi sempre “olio di palma”, delle buste trasparenti, in quanto la luce moltiplica la produzione di radicali liberi. Quindi, ingredienti semplici e chiari, e buste non trasparenti che garantiscono la conservazione al buio delle patatine fritte. •
          Andrea Strafonda
          by - La voce delle Marche- Periodico di informazione e cultura fondato nel 1892

          martedì 18 marzo 2014

          IL NUOVO PROGRAMMA DI ANTONIO RICCI "GIASS E' UNA CAGATA PAZZESCA"...

          Giass è una cagata pazzesca. Potrei usare la sintesi di Fantozzi per darvi l’idea o provare ad argomentare ma mai come in questo caso è bastato vederne pochi minuti (ma poi ovviamente l’ho visto tutto) per stroncare un programma senza senso che nel migliore dei casi, proprio per essere buoni, esclameresti “senza infamia e senza lode”. Perché? Com’è potuto succedere?Antonio Ricci è un grande autore televisivo che merita rispetto per aver creato trasmissioni che hanno fatto la storia del piccolo schermo ma presentarci Giass come nuovo, innovazione, rivoluzione è al limite della truffa.
          Lo studio claustrofobico di Strisca la Notizia è inadatto al “varietà”, pensi che il giorno in cui Ricci smetterà di usare le risate registrate nel 2014 forse potremmo diventare un paese civile, ti chiedi quale sia il confine tra il politicamente scorretto e l’offesa che non fa ridere. Dovrebbe turbarci uno sketch che usa le parole “negri” e “froci”? Dovremmo gridare al coraggio di Luca e Paolo per una battuta sulla recitazione di Manuela Arcuri.Vedendo Giass ti vengono in mente tanti programmi: daColorado a Zelig da dove provengono alcuni comici, daCiro a Striscia la notiza, da La Sai l’ultima? a Le Iene. Ti chiedi se nelle intenzioni di chi lo ha scritto voleva essere unDrive In nella versione 2014 o una specie di Indietro tutta senza Arbore, quindi senza senso. Giass finisce per non essere nulla, distrutto su Twitter da addetti ai lavori e non. Battute che non fanno ridere “Ce l’ho lungo come il braccio di un bambino che coglie una mela”, imitazioni che non fanno ridere come quella della Laura Boldrini di Paolo Kessisoglu e nemmeno la Pascale di Virginia Raffaele riesce ad essere divertente come sempre.
          Le candid con puzzette e rutti in taxi le facevano già negli anni 90 così come non brilla per originalità lo scherzo a Cracco, Vissani e La Mantia e torna in video persino Valentina Persia.Fiorello è vittima dei Cugini Merda in una gag sprecata che toglie il peso anche a uno come lo showman siciliano, la sigla come hanno già scritto altri è preistoria così come sembra sbagliata la collocazione domenicale. Luca e Paolo fanno quel che possono e forse senza di loro andrebbe anche peggio, il resto lo si riempie con stereotipi e luoghi comuni.
          Non starete mica esagerando? Se ci sia annoia davanti ad una puntata di una telenovela spagnola recitata male ci può anche stare, se invece sbadigli dopo dieci minuti davanti al “nuovo” show del guru Ricci forse qualche problema c’è. Siamo sicuri sia solo una dimenticanza che nei “Tengo CapoFamiglia” non sia comparso il nome di Piersilvio ? figlio di Silvio Berlusconi. Flop di ascolti per il programma in onda su Canale 5 che è stato visto solo da 3.421.000 e ha ottenuto il 12,1% di share nella prima parte e 2.286.000 e il 10,44% nella seconda parte.
          SPOILER: Ovviamente anche noi siamo di parte ed è inutile dire quale, tanto Ricci lo sa già.Friedman rivelerà il complotto dei blogger e giornalisti del web nel suo prossimo libro e spiegherà che a pagarci sono Pippo Franco e Gegia perché ingiustamente rimasti fuori da Giass.