- Da Temptation Island ai talk politici: la cultura del trash è davvero l'unica via per fare ascolti? Oppure la televisione generalista stà subendo la concorrenza dei social network e per sopravvivere, adotta lo stesso linguaggio esasperato e privo di filtri tipico delle piattaforme digitali. Il fatto recente subito dopo l'inizio dell'edizione 2026 di Temptation Island, sul web sono emersi vecchi video intimi a pagamento realizzati dalla coppia Sara e Gabriele. I due giovani pur chiedendo scusa in lacrime sui social, parlando di un errore commesso anni prima sotto l'effetto dell'alcol. La produzione ha dichiarato di non sapere nulla di questi trascorsi. Questo solleva un interrogativo: si tratta di una mancanza di controllo nei casting (autori superficiali) o dell'inevitabile cortocircuito di programmi che cercano profili esasperati per creare dinamiche tossiche?
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- La spinta verso il basso: Quando tutto diventa tollerato, il livello culturale medio si abbassa. Il pubblico si abitua alla mediocrità e non pretende più contenuti di qualità.
- L'illusione della realtà: I reality cercano l'iper-realismo (coppie autentiche, problemi esasperati), ma finiscono per premiare chi finge meglio o chi ha un passato spendibile a livello di clickbait e gossip.
- La responsabilità contrattuale: Chi fa televisione firma un patto sociale con gli spettatori. Usare espressioni scurrili o promuovere la mancanza di rispetto distrugge l'autorevolezza del mezzo televisivo.
- Il potere del telecomando: L'unico modo per fermare questa deriva è spegnere la TV o cambiare canale. Finché il trash produce ascolti record, gli editori continueranno a investire su quel modello.
- La necessità di regole rigide: Chiediamoci se sia il caso di invocare un intervento più severo da parte degli organi di vigilanza (come l'Agcom) sulla qualità del linguaggio e sulla selezione dei contenuti in prima serata.
Contesto Televisivo Fenomeno Osservato Conseguenza Culturale Talk Show Politici Urlati, insulti personali e linguaggio triviale. Sdoganamento della violenza verbale nelle istituzioni. Intrattenimento e Reality Conduttori e ospiti senza filtri, linguaggio da bar. Perdita totale della funzione educativa della TV. Infotainment e Telegiornali
Ospiti che diffondono fake news o teorie infondate. Disinformazione di massa per fare spettacolo.
sabato 27 giugno 2026
LA TV DEL TUTTO PERMESSO...SE L'AUDIENCE GIUSTIFICA LA FINE DEL RISPETTO.
venerdì 12 giugno 2026
L' ARIA CHE TIRA SU LA7 - DAVID PARENZO E I SUOI SGUARDI DI SUFFICENZA...
Nel programma "L'Aria che tira" in onda su La7 condotta da David Parenzo si vede da parte del conduttore, comportamenti poco simpatici. In un programma giornalistico esiste un patto implicito tra il conduttore, l'ospite e il telespettatore. Il conduttore deve gestire i tempi e incalzare ma non censurare. Ovviamente ogni giornalista/conduttore avrà sicuramente le proprie idee politiche. Ma quando queste non sono condivise dal conduttore non lo puoi interromperlo ne tantomeno provare a censurarlo.
La libertà di pensiero si difende permettendo anche alle tesi più distanti dalle proprie di essere esposte. Non si può utilizzare la riduzione sistematica dei minuti concessi a un ospite per zittirlo perchè così si crea un'asimmetria informativa. Quando poi il conduttore utilizza la comunicazione non verbale con smorfie, sghignazzate o sguardi di sufficienza è la delegittimazione dell'interlocutore.
Credo e penso che l'onesta intellettuale debba prevalere sulle proprie idee politiche, specialmente per chi conduce un programma giornalistico. Se l'ospite diventa solo un "bersaglio" da zittire, il programma perde la sua natura di spazio di approfondimento e si trasforma in una camera d'eco, allontanando il pubblico in cerca di un'informazione pluralista e matura.
lunedì 1 giugno 2026
Il FENOMENO LITTIZZETTO... Satira dissacrante o declino culturale in prima serata?
domenica 31 maggio 2026
LA VITA IN DIRETTA - l’illusione della diretta, la certezza della noia..
L’illusione della diretta, la certezza della noia
mercoledì 27 maggio 2026
LA 9 Di fronte a repliche infinite, il telecomando diventa l'unica difesa per cercare intrattenimento reale altrove.
Il canale televisivo La 9 sembra essere rimasto intrappolato in un loop temporale. Ogni giorno, la programmazione del palinsesto, sopra tutto con "Cash or Trash" propone agli spettatori puntate già viste, repliche continue e contenuti datati. Quella che potrebbe sembrare una gestione temporanea si è trasformata in una routine giornaliera che ha il sapore della presa in giro per chi sintonizza il proprio televisore su questo canale.
La televisione vive di novità, attualità e confronto. Proporre quotidianamente lo stesso identico menu non è solo pigrizia editoriale, ma dimostra una totale mancanza di considerazione per la fedeltà degli spettatori, trattati come utenti passivi a cui propinare qualsiasi contenuto residuo.
- Mancanza di rispetto: Il pubblico si trova davanti a un palinsesto statico che non offre stimoli o novità.
- Mancanza di investimenti: La scelta di non rinnovare i contenuti suggerisce un disinteresse verso la crescita editoriale.
- Fuga degli spettatori: Di fronte a repliche infinite, il telecomando diventa l'unica difesa per cercare intrattenimento reale altrove.
mercoledì 6 maggio 2026
L' URLO SENZA PENSIERO: SE LA VOLGARITA IN TV DIVENTA METODO..
L’urlo senza pensiero: se la volgarità in TV diventa metodo..
La "parolaccia" è l'ultimo dei problemi
martedì 7 aprile 2026
CASH OR TRASH - CHI OFFRE DI PIU? PECCATO PER LE TROPPE REPLICHE....
È un'osservazione comune tra i fan di Cash or Trash - Chi offre di più? in onda sul Nove e disponibile su Discovery e Prime video, di fare spesso e in modo esagerato ampio uso delle repliche già mandate in onda precedentemente, specialmente nelle fasce orarie preserali o in periodi di pausa tra le nuove stagioni. E questo non solo diventa insopportabile ma anche una totale mancanza di rispetto verso gli spettatori.
Peccato perchè questa abitudine, ripetuta troppo spesso, allontana l'interesse per questo programma che rimane comunque sia un format piacevole e interessante.






